Gino Bartali

GINO BARTALI

Non potevamo ricordare i grandi del Ciclismo iniziando proprio dal "Ginettaccio" nazionale non perchè lo potremmo reputare il più grande di sempre, ma per aver vestito la nostra amata divisa dell'Aeronautica Militare.

Nel parlare di lui, lo facciamo ricordando una sua frase: "Se sei bravo nello sport le medaglie te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull'anima e splenderanno altrove".

Proprio per questo pensiero nel 1985 all'indomani dell'uscita del fill "Assisi Underground", "Ginettaccio" è furibondo e vuole denunciare il regista del film (Alexander Ramati). 

Perchè?

Perchè lui per quasi 40 anni, ha nascosto, anche alla sua famiglia, le sue attività umanitarie svolte durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nell'autunno del 1943, Gino raccolse l'invito del vescovo fiorentino Elia Della Costa, ad infilare nel telaio della bicicletta documenti falsi e consegnarli dapprima a Genova ed in seguito ad Assisi agli ebrei che scappavano dai nazisti. Per circa un anno, fece la spola tra Firenze e Genova ed Assisi dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia, contribuendo al salvataggio di 800 persone. Così come recita tra l'altro la motivazione alla Medaglia d'Oro al Merito Civile, consegnata alla sua amata Adriana Bani dal Presidente Ciampi il 25/04/2006: "Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, con encomiabile spirito cristiano e preclara virtù civica, collaborò con una struttura clandestina che diede ospitalità ed assistenza ai perseguitati politici e a quanti sfuggirono ai rastrellamenti nazifascisti dell'alta Toscana, riuscendo a salvare circa ottocento cittadini ebrei. Mirabile esempio di grande spirito di sacrificio e di umana solidarietà. 1943 -Lucca".

Anche Israele ha dato onore a questo campione, dapprima nominandolo "Giusto tra le nazioni" il 23 settembre del 2013 e con la Cittadinanza onoraria d'Israele il 2 maggio 2018.

Gino nasce a Ponte Ema in via Chiantigiana 78 il 18 luglio 1914. 

Il suo debutto sulle due ruote, risale all'epoca delle scuole elementari, il padre Torello per permettergli di completare gli studi nella speranza di rendere più facile il suo avvenire gli compra una bici per coprire ogni giorno la distanza fra casa e la scuola che è a Firenze. Ogni giorno al ritorno da scuola, affronterà la salita dei Moccoli con una pendenza al 18% con un rapporto durissimo: 48x26!

Finita la sesta elementare, Gino andrà a lavorare nell'officina di Oscar Casamonti meccanico di biciclette e con lui inizierà ad allenarsi e spesso si lascerà dietro i compagni di pedalate.

Nell'estate del 1931 papà Torello concederà a Gino di partecipare ad una corsa a Nave di Rovezzano, è il 18 luglio e Gino vincerà quella corsa ma avendo compiuto il giorno prima 17 anni ed essendo la corsa riservata agli Allievi dai 14 ai 16 anni verrà squalificato.

Il 2 agosto del 1931 ci sarà il suo debutto ufficiale con il gruppo sportivo Aquila di Ponte a Ema nella Coppa Bandino e lui si classificherà settimo. La prima vittoria arriverà il 5 ottobre nel circuito di Antella. Nel 1932, gareggerà prima da Allievo e verso la fine della stagione da Juniores ottenendo undici successi ed il titolo di Campione di Toscana. Nel 1933, da "amateur jounior" raccoglierà ben sedici vittorie tra cui i prestigiosi traguardi della Coppa Cremonini, la Bologna-Raticosa ed il Trofeo Lazzaretti di Roma.

Il 1934 saranno 14, tra cui la scalta del Monte Grappa in sella ad una speciale bicicletta preparata per lui da Oscar Casamonti (aveva un tubo piantone molto piu dritto del solito permettendogli di avere una bici più performante in salita), il Giro del Casentino, la Coppa Bologna che gli permetterà di aggiudicarsi il secondo titolo di Campione di Toscana. Ma non mancano certo episodi particolari come l'essere caduto in uno sprint a Grosseto perchè spintonato da Ruggero Balli ed è dove si frattura il suo famoso naso. Oppure l'essere partito in una gara con 18 minuti di ritardo e arrivando secondo perdendo la volata. 

Bisogna evidenziare che in quegli anni, per andare a gareggiare, Gino come tanti altri ciclisti ci vanno in bicicletta magari partendo al buio magari con una pila per illuminare. In uno di questi trasferimenti si racconta che andò a sbattere con un altro ciclista:

«Ma dove vai a quest'ora?»
«Io vado a correre e tu?»
«Bischero, io vo' a lavorare, vado a fare il pane»
Si era scontrato con un fornaio.

Il 17 marzo 1935 c'è l'esordio nei professionisti nella Milano-Sanremo come "indipendente", e rischia di vincerla quella sua prima apparizione. Ci teniano a raccontarvela:

La sera della Vigilia a Milano, si viene a conoscenza che certo Signor Nieddu di Torino ha inventato un nuovo cambio per le biciclette e Gino se lo và a far montare, ma non è il solo e solo alle 4 del mattino la sua bici è pronta. 
Quindi si presenta al via con solo due ore di riposo, dopo la partenza Gino si metterà a ruota di Binda di cui era tifoso, ma per il freddo e pioggia Alfredo si ritirerà sul Turchino. Bartali a causa di un guasto meccanico è costretto a pedalare solo con un rapporto: 50x18. Attaccherà al Capo Cervo a 36 km dall'arrivo e nonostante la tormenta in atto, passerà sul capo Berta senza mani, per via di una scommessa fatta con degli amici di Albenga. Ma altre noie lo attendono che lo costringono a rallentare e così verrà raggiunto e superato da Guerra, Olmo e Cipriani concludendo al quarto posto. Ma di quegli ultimi km in cui si ritrova superato, si racconta anche un'altra storia molto credibile..... a pochi chilometri dal traguardo la macchina del direttore della «Gazzetta dello Sport», il commendator Emilio Colombo che vuole evitare che un perfetto sconosciuto vinca la Milano-Sanremo, si affiancherà ed inizierà a rivolgere delle domande a Bartali il quale non si tira certo indietro dal rispondere perdendo però di concentrazione sulla gara e facendosi così riprendere.  

In ogni caso nel suo primo anno, Bartali collezionerà ben 15 vittorie tra cui una tappa del Giro d'Italia (Porto Civitanova-L'Aquila), Giro dei Paesi Baschi, Coppa Bernocchi e Campionato Italiano.

Il 1936 dopo una primavera incerta in cui si affermerà solo nel Gran Premio dell'Industria a Squadre (Guerra e Gotti correvano con lui), Gino ha solo un obiettivo: il Giro d'Italia. E lo vincerà portando a casa anche tre vittorie di tappa. Purtroppo però dopo solo quattro giorni dal suo trionfo, il 14 giugno 1936, suo fratello Giulio sarà vittima di una caduta in corsa. Bartali ne è talmente scosso che promette alla madre di smettere con le corse, ma in seguito grazie alle sorelle, gli amici e lo stesso Pavesi viene spinto a riprendere, e lui dopo un Mondiale fallimentare andrà a vincere il Giro di Lombardia.

Nel 1937, Bartali rivincerà il Giro d'Italia nonostante da marzo stia combattendo con un pericoloso focolaio di polmonite e aggiudicandosi quattro tappe. Rischia di vincere anche i Tour, ma dopo la vittoriosa settiman tappa, da Aix-les-Bains a Grenoble in cui conquista il primato, il giorno dopo una rovinosa caduta nel fiume Colau perde il primato ed a seguito della febbre alta viene costretto dal Regime Fascita che non lo ritiene in grado di vincere ad abbandonare la gara.

Nel 1938 è costretto insieme ad altri corridori (Bini, Bergamaschi, Mollo ed altri) ad assentarsi dal Giro d'italia perchè il Regime li vuole riposati e pronti a vincere sulle strada del Tour. Così nella prima parte della stagione correrà solo sette corse vincendone tre (i circuiti di Ospidaletti e Campione e la Tre Valli Varesine). Al Tour, partirà in sordina ma dalla ottava tappa si metterà in evidenza sulle salite pur giungendo terzo al traguardo si ritroverà a 2'18" dal belga Vervaecke che guida la classifica. Vincerà l'undicesima tappa (da Montpellier a Marsiglia) ma è vincendo la quattordicesima (da Digne a Briancon) che si aggiudicherà il primato che difenderà fino a Parigi.

Il 1939 inizia bene con le vittorie della Milano-Sanremo e del Giro di Toscana, ma il Giro d'Italia a causa di una foratura nella penultima tappa ed agli otto minuti persi, lo vedrà classificarsi secondo dietro Giovanni Valletti a 2'59", il suo bottino però sara di 4 tappe e classifica del Gran Premio della Montagna. In seguito si aggiudicherà anche Giro del Piemonte e Giro di Lombardia.

Il 1940 inizia come il precedente, con la vittoria della Milano-Sanremo, ma già a febbraio si era aggiudicato una tappa del giro di Tripolitania, rivince il Giro di Toscana e si presenta in forma eccezionale per il Giro d'italia. Ma ancora una volta la sfortuna si accanisce contro di lui e nella seconda tappa, mentre sta affrontando la discesa di colle della Scoffera investe un cane e si procura una lussazione al fermore. Dovrebbe fermarsi per curarsi ma lui non ne vuole sapere e continua la competizione. Nella undicesima tappa, sulla salita del Monte Oppio un problema alla sua bici lancerà verso la vittoria di tappa e del giro ad un giovanissimo Fausto Coppi, a cui farà da gregario per le rimanenti tappe, aggiudicandosene però due che gli permetteranno anche di rivincere la classifica del Gran Premio della Montagna. A fine stagione arriveranno anche la vittoria al Giro di Lombardia e del Campionato Italiano a punti.

Negli anni dal 1941 al 1944 le gare ovviamente furono poche e poche funono le vittorie. Anche se come ricordato all'inizio fu artefice di un'attività grandiosa.

Con la data del 25 aprile 1945, inizierà non solo la ricostruzione dell'Italia ma anche della ripresa delle gare ciclistiche e Bartali nonostante i suoi 31 anni si aggiudicherà la prima tappa e classifica finale del Giro delle Quattro Provincie del Lazio e Giro della Campania. Dimostrerà sin dall'inizio che la guerra e l'età non lo hanno scalfito e che lui è sempre un grande campione. Nel 1946 Bartali vince (senza aggiudicarsi neanche una tappa) il Giro d'italia dove nasce e si sviluppa la rivalità con Fausto Coppi che in quella edizione vincerà ben tre tappe. Nel prosieguo della stagione arriveranno 4 tappe e classifica finale del Tour de Suisse, Trofeo Matteotti e Gran Prix de Bassecourt.

Il 1947 sarà una stagione con un bottino finale di 10 vittorie, tra cui la Milano-Sanremo, due tappe al Tour de Romandie, due tappe al Giro d'Italia (si piazzerà secondo nella generale vinta da Coppi, ma primo in quella degli scalatori), due tappe al Tour de Suisse aggiudicandosi anche la Classifica generale.

Arriviamo al 1948, l'anno in cui Bartali aggiudicandosi il Tour de France salvò l'Italia dalla guerra civile. Il campione aveva vinto quell'anno il Giro di Toscana e iniziò quel Tour aggiudicandosi la prima tappa da Parigi a Trouville-sur-Mer di 237 km e vestendo la prima maglia gialla di quell'edizione. Perderà gia nella seconda tappa la maglia per convenienza con l'aspettativa di riconquistarla sui Pirenei o sulle Alpi. Otterrà altre due vittorie nella settima e ottava tappa, ma al termine della dodicesima si troverà distanziato di 21 minuti e 20 secondi da Luoison Bobet. Era giorno di riposo quel 14 luglio e a Roma il fanatico anticomunista Antonio Pallante spara quattro volte a Palmiro Togliatti, ferendolo gravemente al busto e alla testa. In Italia tra ex-fascisti e ed ex partigiani che sono sempre sul piede di guerra con questo attentato si ritrovano ai ferri corti ed in tutto il paese ci sono focolai di rivolta. La notizia dell'attentato giunge anche in a Cannes dove Gino viene chiamato urgentemente al telefono...... dall'altra parte c'è il capo del Governo De Gasperi: «Gino, pensi di vincere il Tour? Sai, sarebbe importante per noi, qui in Italia c'è tanta confusione.» «Il tour non lo so, ma la tappa di domani la vinco di sicuro.» Il giorno dopo sarà di parola e sotto una tempesta di pioggia e vento non solo si aggiudicherà la tappa, ma per molto poco non veste nuovamente la maglia gialla rimanendo a solo 51 secondi da Bobet. In Italia la notizia della sua impresa insieme a quella di Togliatti fuori pericolo stempera gli animi. Gino che sembrava fuori gioco si ritrova così lanciato ad aggiudicarsi dopo 10 anni il Tour de France e lui non manca l'appuntamento, il 16 luglio la rimonta è completa tappa e maglia gialla sono suoi. Quella maglia la porterà fino a Parigi vicendo altre due tappe. 

Nel 1949 Gino ha 35 anni ma continua a stupire di come riesce a tenere testa ad un Fasto Coppi che quell'anno compirà l'impresa di Giro e Tour arrivando in entrambe le corse al secondo posto. Riuscirà ad ottenere dieci vittorie, tra cui il Tour de Romandie. Il 1950 il nostro "vecchietto diabolico" lo inizia con il botto, aggiudicandosi la Milano-Sanremo per la quarta volta nella sua carriera, lo stesso Coppi dirà di quella giornata: «Quello lì ha mille diavoli in corpo». Subito dopo si aggiudicherà anche il Giro di Toscana. Al Giro d'Italia, Bartali vuole assolutamente vincere, è il giro del giubileo che finisce a Roma e lui vuole dedicarlo a Pio XII. Si dovrà accontentare della seconda posizione, preceduto da Hugo Koblet di 5'12". Al Tour vincerà al undicesima tappa, ma tutta la Nazionale Italiana, nonostante ci fosse Fiorenzo Magni in maglia gialla si ritirerà a causa del comportamento dei tifosi francesi che minacciano tutti i nostri corridori.

Siamo ormai negli ultimi anni della sua carriera, nel 1951 ottiene quattro vittorie, altre quattro nel 1952 tra cui il Campionato Italiano, nel 1953 otterrà altre due vittorie tra cui il 14 giugno del 1953 il giro di Toscana che si conclude a Firenze, e su quel traguardo che sarà anche l'ultima sua vittoria troviamo anche papà Torello a piangere di commozione per il suo campione che non voleva far correre e che aveva cercato anche di scoraggiare: «Di Binda ce n'è già uno, basta e avanza...».
Il 18 ottobre, Gino si sta recando a correre il Gran Premio Vannini a cronometro, la sua Lancia Aurelia guidata dal suo amico Feraroli, viene agganciata da una 1100 che non ha rispettato la precedenza, nel testa coda dell'auto viene sbalzato dall'auto, il referto medico dirà che ci sono due vertebre fratturare, subirà anche un intervento per sospetta emorragia intestinale. Ma lui caparbio com'è nonostante ha 40 anni e lo invitano a smettere risale in sella ed inzia ad allenarsi, non otterrà neanche una vittoria ed il 28 novembre 1954 sarà la sua ultima gara.

ANNO CORSE VITTORIE PIAZZAMENTI DAL 2° AL 10° RITIRI
1935 43 14 22 1
1936 34 7 17 0
1937 45 9 17 1
1938 41 8 19 0
1939 38 12 21 0
1940 43 11 22 2
1941 16 2 10 0
1942 18 2 15 1
1943 4 0 4 0
1945 27 5 20 1
1946 54 11 27 2
1947 56 9 24 4
1948 55 13 24 2
1949 67 10 35 1
1950 50 6 13 5
1951 82 3 41 5
1952 82 4 32 1
1953 81 2 28 3
1954 40 1 10 0

 

PALMARES CORSE A TAPPE

3 giri d'italia
2 Tour de France
2 Giri di Svizzera
1 Giro della Svizzera Romanda
1 Giro Paesi Baschi
18 Tappe del Giro d'Italia
12 Tappe del Tour de France
7 G.P. della Montagna al Giro d'Italia
2 G.P. dela Montagna al Tour de France
2 G.P. della Montagna al Giro di Svizzera

 

PALMARES CORSE IN LINEA

4 Milano - San Remo
4 Campionati Italiani
3 Giri di Lombardia
5 Giri di Toscana
3 Giri del Piemonte
2 Campionati di Zurigo
2 Giri dell'Emilia
2 Giri di Campania
1 Coppa Bernocchi
1 Tre Valli Varesine
1 Trofeo Matteotti
1 Giro della Provincia di Reggio Calabria