
Non è facile parlare di lui. Mi basta solo pensare il suo nome per ritrovarmi pieno di brividi e con gli occhi umidi. Troppe le emozioni che suscita il suo nome, emozioni di vittorie, di sconfitte, di cadute, di "Madonna di Campiglio" e della sua fine solitaria nel Residence "Le Rose".

Marco è nato il 13 gennaio del 1970, ad 11 anni ebbe la sua prima esperienza clistica dal punto di vista agonistico. C'erano dei ragazzi della G.F. Fausto Coppi di Cesenatico che si stavano allenando, e lui si unì a loro la bici di mamma Tonina, con il risultato che quei ragazzini pur avendo una bici da corsa non lo staccarono ed in salita rischiarono anche di essere staccati. Fu così che nel 1983 inizia la sua carriera ciclistica come esordiente ottenendo il 22 aprile 1984 la sua prima vittoria.... in solitaria, cosa che ripetè per altre tre volte quell'anno, soprattutto quella del 5 agosto in Val di Noce (FC) dove spiccarono le sue doti di "grimpeur".

Nel biennio 1985-86, Marco continua dimostrare di avere in salita una marcia in più e tra le vittorie spicca quella del G.P. Sportivi di Donnini dove stacca anche un giovane molto promettente e che ritroverà da professionista: Francesco Casagrande.
Il biennio 1987-88 lo vede transitare nella categoria dei Juniores, e nonostante una caduta a fine '86 (investito con grande trauma della milza) ed una nell'87 (di cui porterà una cicatrice sul lato destro del labbro), riesce lo stesso a dimostrare tutte le sue qualità vincendo quattro gare.

Nel 1989 passa fra i dilettanti. I suoi scatti in successione in salita facevano ben sperare in chi lo ammirava di avere un prossimo campione che avrebbe potuto (e lo farà!) infiammare i cuori di tutti gli appassionati. Difatti si aggiudicherà due tappe della Sei Giorni del Sole vincendo anche la classifica Giovani. Negli anni trascorsi tra i dilettanti, raccoglierà diverse vittorie ma soprattutto il Giro d'Italia baby del '92 dove aveva già sfiorato la vittoria nel '90 giungendo terzo e nel '91 giungendo secondo. Raccoglierà alla fine 20 successi tra i dilettanti prima di passare tra i professionisti nella Carrera di Davide Boifava che alla firma del contratto disse a Marco: "Pantani, lie ha fatto un affare", e lui di rimando: "No, siete voi che lo avete fatto, l'affare".
Il 1993 però anche a causa di una tendinite dovuta ad una caduta durante il Giro d'Italia, fu un anno anonimo per lui si dovrà attendere il 4 giugno 1994 per veder nascere la leggenda del Pirata tra i professionisti. Quel giorno dopo che il suo capitano Chiappucci viene ripreso dal plotone che inseguiva la fuga di giornata, lui scatta, i più sono scettici per questa sua mossa, perché manca solo un km alla vetta e c'è una lunga discesa da affrontare e per di più scivolosa per la pioggia che sta cadendo. Ma marco per nulla intimorito dimostra a tutti di essere un talento naturale e in quella discesa da sfoggio di una sua posizione aerodinamica, va a riprendere Richard e resiste nei 42 km finali al ritorno del gruppo ottenendo così la sua prima vittoria da professionista.
Ma la sua consacrazione avviene il giorno dopo, nella Merano-Aprica con lo Stelvio, Mortirolo e Santa Cristina. In fuga c'è Vona, già da diversi km, dopo la scalata dello Stelvio, una decina di corridori tra cui Claudio Chiappucci capitano di Marco prova una fuga in discesa. All'inizio della salita del Mortirolo, ecco che Pantani inizia il suo show, inizialmente la maglia rosa Berzin sembra tenere il suo passo ma alla fine la sua pedalata si fa pesante, mentre Marco ripreso il gruppetto di Chiappucci va a riprendere anche Vona e scollina solitario. Nella discesa gli viene consigliato da Martinelli di attendere Indurain e Rodriguez ma nelle rampe del Santa Cristina Marco riparte e........ va a vincere la sua seconda tappa la Giro d'Italia. Purtroppo nel prosieguo delle tappe, nulla potrà fare nel tentativo di togliere la maglia a Berzin supportato da una ottima squadra e da un grande Moreno Argenti, in ogni caso finirà sul secondo gradino del podio.

Quell'anno correrà anche il Tour de France, non riuscirà a centrare neanche una vittoria, ma metterà in mostra anche lì le sue doti di scalatore e finirà la corsa al terzo posto in graduatoria generale vincendo però la maglia bianca di miglior giovane.
Nel 1995 viene investito, a Santarcangelo di Romagna per cui deve saltare il Giro d'Italia, parteciperà a giugno al Giro di Svizzera vincendo la nona tappa e si presenterà al Tour per vincere le tappe che gli erano sfuggite l'anno prima.
In quel Tour Marco si aggiudicherà la decima tappa con arrivo all'Alpe d'Huez dove il suo tempo di ascesa di 36 minuti e 50 secondi ancora oggi è il record di salita, e si aggiudicherà anche la quattordicesima con una fuga di 43 km. Alla fine di quel Tour vincerà nuovamente la maglia bianca di miglior giovane. A Duitama dove si corse il mondiale arrivò terzo dietro Olano e Indurain. Tornato in Italia, correrà la Milano-Torino ma sulla discesa di Pino Torinese, subirà un gravissimo incidente in cui si pensò che la sua carriera era finita.
Quindi trascorse l'intero '96 lontano dal mondo agonista, ma si narra che si iscriva di nascosto a una corsa amatoriale di paese e la affronti con la parrucca indosso per non farsi riconoscere. Nel frattempo, scade il suo contratto con la Carrera e lui accetterà l'offerta di Luciano Pezzi per andare a correre con la Mercatone Uno finita la degenza.
Nel 1997 finalmente tornerà a correre, dopo la preparazione fatta in Spagna in cui fa ben sperare ad un Giro d'Italia da correre con grandi aspettative, ma il 24 maggio nella tappa che porta il gruppo da Maddaloni a Cava dei Tirreni, un gatto attraverserà la strada e Marco si ritroverà a terra, arrivato sul traguardo con 20 minuti di ritardo si rileverà che si era procurato una lacerazione al bicipite femorale, il ritiro fù inevitabile.
Tornerà a correre a giugno vincendo a Bologna un gara ad eliminazione e la relativa classifica finale, si presenterà quindi al Tour de France, dove si aggiudica le tappe dell'Alpe d'Huez e la tappa da Courchevel a Mourzine. Alla fine concluderà la gara salendo al terzo posto della classifica generale.

Il 1998 sarà l'anno della consacrazione! Vincerà a marzo una tappa e la classifica del G.P. della Montagna alla Vuelta a Murcia. Al Giro d'Italia si dovrà aspettare la 14ª tappa da Schio a Piancavallo per vedere una sua vittoria che lo porterà a 22 secondi da Zule che guida la classifica. Il giorno dopo nella cronometro di Trieste perderà più di tre minuti da Zulle e due minuti da Tonkov e vedrà Pantani scivolare in classifica al terzo posto a 3 minuti e 49 secondi dalla maglia Rosa. Nella 17ª tappa la classifica viene stravolta, Tonkov a poco più di 40 km dalla fine accende la miccia e con una progressione si porta davanti al gruppo dei migliori, viene così raggiunto da Pantani e Guerini, ma poco dopo Tonkov si staccherà e la coppia Pantani-Guerini proseguirà fino all'arrivo e Pantani conquisterà la maglia Rosa. Nella 19ª tappa Pantani, vincendo la tappa incrementerà il vantaggio su Tonkov anche in previsione della cronometro, ma è il suo anno e la maglia Rosa non gliela porterà via nessuno!
Marco vivrà dopo il giro il dispiacere della morte di Luciano Pezzi e si presenterà alla partenza del Tour de France a Dublino con la ferma convinzione di vincerlo. Correrà in difensiva sino all'arrivo dei Pirenei dove fece vedere tutte le sue ambizioni a vincere la classifica finale vincendo per distacco l'11ª tappa. Nella 15ª Tappa, il capolavoro di Marco, lungo la salita del Galibier ci sono due uomini in fuga e tutto il gruppo insegue, parte Luc Leblanc ma il gruppo dei migliori lo tiene sotto controllo, al ricongiungimento parte Fernando Escartin ma viene bloccato anche lui dalla Deutsche Telekom, ma riparte nuovamente Leblanc che verrà ripreso da Escartin e Boogerd. Sarà Jan Ulrich in prima persona a chiudere sui contrattaccanti seguito da Pantani, ma Escartin riparte, ma nel tratto più duro del Galibier a circa sei km dallo scollamento Pantani scatta, sarà una continua progressione che lo porterà a vincere la tappa con forti distacchi sui pretendenti alla vittoria finale. Marco conquista così la maglia gialla e la porterà fino a Parigi.
Il 1999 dovrebbe essere l'anno delle conferme e le sue vittorie nel mese di marzo alla Vuelta di Murca e alla Settimana Catalana ne fanno da premessa. Il giro d'Italia parte all'insegna di Pantani vincitore dell'edizione precedente e lui nell'ottava tappa vince sul Gran Sasso ed indossa la maglia Rosa, che cederà il giorno dopo a Lauren Jalabert, ma al termine della 14ª tappa, vinta da Paolo Savoldelli, ritornerà sulle sue spalle. Il giorno dopo ad Oropa Marco dimostrerà di essere in quel momento un ciclista senza avversari, ad inizio dell'ultima salita ha un problema meccanico che gli fa perdere diverso tempo dal gruppo dei migliori, risolto il problema dapprima è tirato dai suoi compagni, ma non contento di quella andatura, si muove in prima persona e andrà a riprendere uno ad uno chi gli è davanti fino a presentarsi solo sul traguardo.
Marco dimostrerà di non avere rivali in solatia anche nelle prime due tappe alpine vincendole per distacco e quando non si aspetta che l'inizio dell'ultima tappa alpina in cui tutti attendono l'ultima impresa Marco viene fermato per i valori del sangue che vengono trovati fuori noma.
Negli anni usciranno tantissime indiscrezioni di quel lontano 5 giugno che rappresenterà l'inizio della fine di questo grande campione, tutte però hanno un unico filo conduttore, Marco fu defraudato di quel giro ed il tutto fu pilotato per farlo risultare fuori norma.
Marco non si riprese mai da questa "caduta" non causata da lui, vincerà nel 2000 due tappe al Tour de France illudendo tutti di essersi invece rialzato ma purtroppo aveva iniziato una pericolosa convivenza con la cocaina che lo porterà a perdere la vita, tra l'altro in circostanze ancora poco chiare, il 14 febbraio del 2004.

